COMUNICATO TAXIBLU

Nella giornata di martedì 24/1/2017 nella sede di Taxiblu si sono presentati GDF e funzionari dell’AGCM (antitrust) a seguito di un esposto del General Manager di My Taxi Italia, su presunte pratiche di concorrenza sleale da parte delle centrali radiotaxi italiane.

Per quanto riguarda i controlli da parte dei funzionari e della GDF presso la nostra sede abbiamo fornito all’autorità tutta la documentazione e l’informazione richieste, e siamo decisamente convinti e fiduciosi in un esito positivo alla fine del procedimento.

Lo stupore e l’amarezza sono tutte indirizzate verso l’esposto di My Taxi, cioè di una multinazionale tedesca con disponibilità economiche verosimilmente illimitate, incapace di sostenere una leale concorrenza e andando invece alla ricerca di ‘scorciatoie’ per affermarsi come potenziale monopolista sul mercato.

E’ evidente che i numeri snocciolati dal management italiano di My Taxi sono palesemente in contrasto con lo scomposto atteggiamento che hanno deciso di seguire, e manifestano una sorta di fastidio e nervosismo nei confronti di chi LEGITTIMAMENTE agisce per il proprio lavoro e per la propria storia.

Nelle dichiarazioni rilasciate dal General Manager Italiano spiccano inesattezze e contraddizioni che la dicono lunga sulla strategia intrapresa, tra queste la prima che salta all’occhio è “non ho mai incontrato i radiotaxi se non in occasioni pubbliche ufficiali”.

Beh mi piacerebbe sapere chi si è spacciato per la Dott.ssa Barbara Covili ed il Sig. Pignoni il giorno 29 aprile 2015 alle ore 11,00 quando li abbiamo ricevuti, con il Vice Presidente Salzani nel mio ufficio, e vorrei sapere a chi abbiamo proposto una soluzione per entrare nel mercato italiano, se non erano dirigenti di My Taxi, soluzione che ha suscitato forte interesse negli interlocutori, ma che avrebbe richiesto l’avvallo, evidentemente negato, dei PADRONI tedeschi.

Dice poi il General Manager che le esclusive, EVIDENTEMENTE previste dal nostro ordinamento, non esistono negli altri paesi Europei.

A parte che dubito molto che anche in Germania un socio lavoratore di Mercedes possa fare a tempo perso consulenza all’Audi, il General Manager dimentica che a differenza della stragrande maggioranza dei radiotaxi Europei le nostre strutture sono di proprietà dei tassisti che ne sono soci e che si danno delle regole in ossequio al codice civile.

E’ talmente vero che quattro cause intentate nei confronti di un radiotaxi milanese hanno visto soccombente My Taxi proprio perché il Giudice, applicando la legge Italiana, ha riconosciuto l’insussistenza della denuncia.

Altra cosa da mettere in evidenza è il numero unico del Comune il c.d.  027777.

Quando l’ex Ass. alla Mobilità Maran ha prospettato alla categoria la trasformazione delle colonnine da fisiche a virtuali noi tutti abbiamo detto di si, senza se e senza ma.

Una volta letto il bando però ci siamo accorti che:

1) i parametri erano talmente alti che non avrebbe potuto partecipare al bando chi da 50 anni gestisce e conosce il servizio radiotaxi a Milano, e

2) non era una virtualizzazione delle colonnine ma un radiotaxi.

Andato deserto IL PRIMO BANDO, il comune ripresenta un secondo bando, con parametri più bassi, ma che comunque escludeva i Radiotaxi esistenti, i quali non avrebbero raggiunto i parametri nemmeno se avessero provveduto a fare un’ATI fra di loro.

I radiotaxi quindi hanno fatto ricorso al TAR, non contro il numero unico ma contro l’impossibilità di partecipare, il quale dava pienamente ragione ai radiotaxi sia per concorrenza sleale fatta con soldi pubblici, che per l’inspiegabile altezza dei parametri richiesti.

Successivamente il comune fa ricorso al Consiglio di Stato, il quale cassa la sospensiva del TAR per la necessità d’urgenza dettata dall’EXPO.

Il bando viene quindi assegnato, e dopo la sentenza i radiotaxi si sono adeguati e hanno deciso di non proseguire nei ricorsi.

In tutto questo periodo MAI E RIBADISCO MAI Taxiblu ha vietato l’utilizzo del numero unico del Comune ai propri associati.

Ad ogni modo se il 7777 ha grossi problemi che riguardano la privacy dei clienti i disservizi con il risponditore automatico e se l’applicazione del comune, non avendo il collegamento con il tassametro si presta a errori e alterazioni, (esattamente come avviene per My Taxi), di certo questa non è colpa dei Radiotaxi e per questo noi vogliamo evitare che l’utente possa in qualsiasi modo confondere la nostra centrale con gli altri servizi appena citati.

In conclusione pare di tutta evidenza che di fronte all’incapacità del management di sfondare sul nostro mercato, ed in presenza di una forte necessità di remunerare i soci investitori, (non tassisti) la casa madre tedesca scelga una strategia aggressiva ed anticoncorrenziale.

Tutti noi abbiamo letto la denuncia come un evidente tentativo di intimorirci, bene non siamo intimoriti, non lo saremo domani e non lo saremo mai, faremo valere i nostri diritti, e chiederemo IL RISPETTO DELLE LEGGI, senza cercare di piegarle ad interessi di bottega, nel pieno rispetto e tutela dei clienti.

 

Il Presidente Taxiblu

Boccalini Emilio